DOMENICA 23/08
ore 21.00
con
GAIA DE LAURENTIS
e con la partecipazione di
LUCA FERRI &LUCA MARCHIORO
musiche
Quartetto d'archi 4ROSES
- musica e prosa -
📍 Palco principale del Forte di Osoppo (UD)
Come da tradizione, la serata inaugurale del TIERE Teatro Festival – Biennale di Teatro Antico si apre con “Parole e Musica dall’Antica Grecia”, il grande recital che ogni anno accompagna il pubblico nel cuore della tragedia classica attraverso l'incontro tra teatro, parola e musica dal vivo. Per questa edizione il recital porta in scena “L’Antigone”, un intenso viaggio attraverso una delle figure più potenti e immortali del teatro occidentale.
Antigone è la giovane donna che sceglie di seguire la propria coscienza sfidando il potere, la voce che si oppone all'ingiustizia, il simbolo eterno del conflitto tra legge e morale, tra obbedienza e libertà. Attraverso una selezione di monologhi e quadri drammatici ispirati al capolavoro di Sofocle, lo spettacolo ripercorre il cammino umano e spirituale dell'eroina, dal dialogo con la sorella Ismene fino al tragico confronto con Creonte, restituendo tutta l'attualità di una figura che continua a interrogare il nostro presente.
Protagonista della serata sarà Gaia De Laurentiis, attrice tra le più amate e apprezzate del panorama teatrale e televisivo italiano, capace di coniugare eleganza interpretativa, profondità emotiva e straordinaria presenza scenica. La sua voce darà vita alle parole di Antigone, accompagnando il pubblico in un racconto intenso e coinvolgente. Ad affiancarla sarà il Quartetto d’Archi 4Roses, che con le proprie esecuzioni musicali costruirà un dialogo costante tra suono e parola, amplificando le emozioni e la forza evocativa della tragedia.
A completare il quadro scenico interverranno gli attori Luca Ferri e Luca Marchioro di Anà-Thema Teatro che accompagneranno il percorso narrativo con interventi recitati dedicati ai personaggi e ai momenti più significativi della vicenda. Più che uno spettacolo, “L’Antigone” rappresenta un vero e proprio rito di apertura: un ponte tra il mondo antico e quello contemporaneo, tra le domande che attraversavano il teatro greco e quelle che ancora oggi abitano la nostra società. Una serata di grande intensità artistica che inaugura ufficialmente il percorso della Biennale, riaffermando il valore del teatro come luogo di riflessione, memoria e confronto tra le generazioni.
LUNEDI' 24/08
ore 21.00
traduzione
NICOLA CROCETTI
regia
FRANCESCO BIAGETTI
con
ELISABETTA POZZI
musiche
DANIELE D'ANGELO
luci
CESARE AGONI
scene
GUIDO BUGANZA
cura del movimento
CLAUDIA MONTI
produzione
CENTRO TEATRALE BRESCIANO in accordo con
ARCADIA & RICONO SRL
per gentile concessione di
ERY RITSOU
- prosa -
📍 Palco principale del Forte di Osoppo (UD)
Elisabetta Pozzi, fuoriclasse assoluta della scena italiana, da molti anni lavora intorno agli archetipi della tragedia greca e alle riscritture offerte nel corso dei secoli dei grandi Miti classici.
Più volte interprete nel corso della sua carriera di Medea, Ecuba, Lisistrata, ha condiviso con il pubblico bresciano numerosi passaggi di questo suo intenso percorso di ricerca interpretativa e culturale: basti ricordare l’Elektra di Hofmannsthal e le recenti produzioni CTB Elena, Troiane e Cassandra. È ora la volta di Fedra, che Elisabetta Pozzi porta in scena nella versione offertane da Ghianni Ritsos, che si ispirò alla figura dell’infelice moglie di Teseo, innamoratasi del figliastro Ippolito, per comporre uno dei monologhi di Quarta dimensione, il ciclo poetico che il grande poeta greco scrisse nei giorni dell’esilio cui lo costrinse la dittatura dei colonnelli. Avvalendosi dello sguardo colto e originale di un giovane regista di talento, Francesco Biagetti, e della raffinatissima partitura musicale e sonora composta da Daniele D’Angelo – che dà vita a un vero e proprio melologo – Elisabetta Pozzi ci porta dentro l’universo sofferto di una donna abitata dal potere tirannico di Eros, che la condurrà sulle soglie di una tragica morte autoinflitta.
Ad arricchire la tessitura linguistica dello spettacolo contribuiscono i movimenti coreografici di Claudia Monti. La Fedra di Ritsos è immersa in una quotidianità dai tratti contemporanei, e tuttavia il suo racconto si dispiega in un tempo sospeso e dilatato, in cui riverberano occulti e oscuri echi della natura e dell’inconscio; è un carattere lucido e contraddittorio, in continua oscillazione tra l’altezza della parola mitica con cui ripercorre la sua vicenda, e l’incomunicabilità tutta terrestre e concreta di un amore impossibile, che si consuma dentro una infinita solitudine.
Ma Fedra – un archetipo oscuro che attraversa tutta la letteratura occidentale, da Euripide a Seneca, da Racine fino a D’Annunzio – diventa, nelle parole di Ritsos, anche una straordinaria metafora dell’amore travagliato del poeta per la sua patria, del muro di incomunicabilità tra lo scrittore e la sua terra, oppressa dal regime. Un testo di abbacinante poesia e bellezza, antico e contemporaneo al tempo stesso – come sono tutti i veri grandi capolavori – che l’eccezionale interpretazione di Elisabetta Pozzi arricchisce di infinite e struggenti sfumature.
MARTEDI' 25/08
ore 19.30
con
LE ALLIEVE & GLI ALLIEVI del 5 anno di corso della scuola di teatro di Anà-Thema
regia
LUCA FERRI & LUCA MARCHIORO
- prosa e movimento -
📍 Teatro della Corte di Osoppo (UD)
Le Troiane da Euripide è lo spettacolo studio presentato dagli allievi del quinto anno della Scuola di Teatro di Anà-Thema un intenso percorso artistico che affronta uno dei testi più potenti e attuali dell'intera storia del teatro. Dopo la caduta di Troia, le donne sopravvissute attendono di conoscere il proprio destino. Sono regine, madri, figlie e spose private della loro casa, della loro identità e dei loro affetti. Attraverso le figure di Ecuba, Cassandra, Andromaca ed Elena, Euripide costruisce una profonda riflessione sulla guerra, sul potere e sulle conseguenze della violenza, scegliendo di raccontare gli eventi non attraverso gli eroi vittoriosi, ma attraverso lo sguardo delle vittime.
Lo spettacolo propone una lettura contemporanea della tragedia, mettendo al centro la forza, la fragilità e la straordinaria capacità di resistenza del mondo femminile. Le parole antiche di Euripide risuonano oggi con una sorprendente attualità, richiamando temi che attraversano ancora la nostra società: il dolore della perdita, l'esilio, la sopraffazione, la dignità e il diritto di essere ascoltati.
La messa in scena intreccia linguaggi contemporanei e suggestioni classiche, creando un dialogo costante tra passato e presente. Scene, costumi, immagini e atmosfere evocano il mondo antico, ma vengono reinterpretati attraverso una sensibilità moderna, capace di parlare direttamente allo spettatore di oggi. Il risultato è uno spettacolo visivamente intenso ed emotivamente coinvolgente, nel quale il mito si trasforma in uno specchio del nostro tempo. Le Troiane rappresenta il momento conclusivo di un importante percorso formativo degli allievi del quinto anno, ma è soprattutto un'occasione per riflettere sulla condizione umana attraverso una delle più straordinarie testimonianze teatrali mai scritte. Un lavoro corale, suggestivo e profondamente necessario, che restituisce voce a donne che, dopo oltre duemila anni, continuano ad avere molto da raccontare.
GIOVEDI' 27/08
ore 21.00
regia
GABRIELE VACIS
scenofonia
ROBERTO TARASCO
con
DAVIDE ANTENUCCI, ANDREA CAIAZZO, PIETRO MACCABEI, EVA MESKHI, ERICA NAVA, ENRICA REBAUDO, EDOARDO ROTI, LETIZIA RUSSO, LORENZO TOMBESI, GABRIELE VALCHERA.
co-produzione
TEATRO OLIMPICO DI VICENZA, CMC NIDO DI RAGNO, PoEM IMPRESA SOCIALE.
- prosa -
📍 Palco principale del Forte di Osoppo (UD)
Prometeo racconta di un tempo che viene prima del tempo e di uno spazio che non è uno spazio. La tragedia di Eschilo coglie il momento del conflitto tra Zeus e il Titano che, per proteggere gli uomini — la sua creazione — decide di sfidare il volere divino. Agli esseri umani, che Zeus guarda ormai con diffidenza e gelosia perché troppo simili agli dei, Prometeo dona il fuoco: non solo elemento vitale, ma simbolo della conoscenza, della tecnica e del progresso.
Scoperto il tradimento, Zeus lo punisce nel modo più feroce: lo condanna ai confini del mondo, in Scizia, incatenato a una rupe dove ogni giorno un’aquila gli divora il fegato, che ogni notte ricresce. Lì, sofferente ma non sconfitto, Prometeo riceve visite che sembrano apparizioni più che incontri reali: le Oceanine e il loro padre Oceano, la vergine Io, infine Hermes, messaggero di Zeus.
Attraverso questi dialoghi sospesi, Prometeo ricostruisce ciò che è accaduto, tesse le fila di un racconto lontano e rivendica il diritto alla libertà e la giustezza della propria ribellione.
Nel tempo il personaggio è diventato simbolo universale della sfida all’autorità costituita: una figura che parla ai giovani perché incapace di contenere la propria forza entro i confini imposti dalle convenzioni. Ma Prometeo è anche l’archetipo della conoscenza scientifica e tecnologica liberata dalle catene della superstizione e dell’ignoranza.
In scena, Gabriele Vacis accompagna il pubblico dentro il mito, introducendo e sottolineando alcuni passaggi e riportando continuamente il racconto alla contemporaneità attraverso le parole di altri autori, tra cui Luigi Meneghello e William Golding. È proprio dentro l’opera di quest’ultimo che questo Prometeo trova il proprio nucleo più profondo.
La scena è essenziale, quasi vuota: si riempie soltanto dei corpi e delle voci degli interpreti. Non ci sono personaggi, ma entità. Danza e canto costruiscono la struttura del coro; molteplici lingue — dall’albanese all’armeno — evocano spazi lontani e indecifrabili, restituendo il mistero di un mondo antico e perduto.
Più che attuale, Prometeo è contemporaneo: perché non parla soltanto del presente, ma riesce a mettere in dialogo tutti i tempi.
VENERDÌ 28/08
ore 21.00
produzione
KUBO SRL impresa sociale SSD
ideazione e direzione artistica
GIULIA STACCIOLI
con
KATAKLÒ ATHETIC DANCE THEATRE e GCK
assistenti alle coreografie:
GIULIO CROCETTA e IRENE SALTARELLI
📍 Palco principale del Forte di Osoppo (UD)
AETERNA – Il Riflesso del Titano è la straordinaria produzione creata appositamente per il TIERE Teatro Festival – Biennale di Teatro Antico da Kataklò Athletic Dance Theatre, una delle compagnie italiane più apprezzate e riconosciute a livello internazionale per la capacità di fondere danza contemporanea, teatro fisico e atletismo in un linguaggio scenico unico e spettacolare.
Ideato e diretto da Giulia Staccioli, lo spettacolo è un intenso viaggio nel mito e nella natura più profonda dell'essere umano. Attraverso corpi che diventano architetture viventi, figure sospese tra forza e leggerezza, equilibri impossibili e immagini di grande impatto visivo, la scena si trasforma in uno spazio dove il passato dialoga con il presente e il mito incontra la contemporaneità. Il titolo stesso racchiude il cuore dell'opera: Aeterna, richiamo a una bellezza ideale e senza tempo, si contrappone al Titano, simbolo della forza primordiale, della materia e della gravità. In questo continuo dialogo tra terra e cielo, tra peso e leggerezza, i danzatori-atleti di Kataklò trasformano il gesto fisico in un'espressione artistica pura, dando vita a una riflessione poetica sulla tensione dell'uomo verso ciò che è più grande di sé.
Lo spettacolo esplora figure mitologiche, creature ibride e simboli provenienti dall'immaginario dell'antica Grecia, costruendo un racconto fatto di immagini più che di parole. Lo sforzo atletico si fa armonia, la forza si trasforma in bellezza e il corpo diventa il mezzo attraverso cui l'umanità cerca di superare i propri limiti e la propria fragilità. Pensato appositamente per la Biennale e adattato allo straordinario contesto del Forte di Osoppo, AETERNA – Il Riflesso del Titano rappresenta uno degli eventi più spettacolari e attesi del Festival. Una grande esperienza visiva ed emozionale che celebra il corpo come strumento artistico, il mito come patrimonio universale e il teatro come luogo in cui l'antico continua a vivere attraverso forme sempre nuove.
SABATO 29/08
ore 21.00
con
RUBEN MANENTI, SIMONE NORIS, ALESSANDRO RIGOLETTI
produzione
TEATRO TASCABILE DI BERGAMO – ACCADEMIA DELLE FORME SCENICHE
- teatro Kathakali -
📍 Palco principale del Forte di Osoppo (UD)
L’Età Divina degli Scherzi è un affascinante spettacolo di teatro classico indiano in stile Kathakali, una delle più antiche e spettacolari forme teatrali del mondo, capace di unire danza, musica, gesto rituale e narrazione in un'esperienza scenica di straordinaria bellezza.
Lo spettacolo conduce il pubblico nel cuore del Mahabharata, il grande poema epico dell'India antica, seguendo il viaggio dell'eroe Bhima alla ricerca del prezioso fiore saugandhika, richiesto dalla moglie Draupadi. Il suo cammino attraverso foreste misteriose e creature leggendarie lo porterà a incontrare il dio-scimmia Hanuman, che lo sottoporrà a una serie di prove destinate non solo a misurare la sua forza, ma soprattutto a insegnargli il valore dell'umiltà, della saggezza e della conoscenza di sé. Più che una semplice rappresentazione teatrale, L’Età Divina degli Scherzi è un viaggio all'interno di una tradizione millenaria.
Il Kathakali, nato nella regione del Kerala nel XVII secolo, è considerato il teatro indiano per eccellenza. Celebre in tutto il mondo per il rigore della sua tecnica e per la straordinaria preparazione dei suoi interpreti, si distingue per l'utilizzo di costumi monumentali, elaborati trucchi simbolici e un sofisticato linguaggio del corpo fatto di gesti codificati, espressioni facciali e movimenti che raccontano la storia senza bisogno della parola recitata. Gli attori danno vita ai personaggi attraverso una straordinaria precisione espressiva, trasformando ogni movimento in racconto e ogni gesto in poesia visiva.
Il risultato è uno spettacolo intenso, evocativo e profondamente immersivo, capace di trasportare lo spettatore in una dimensione dove mito, spiritualità e arte scenica si fondono in un unico linguaggio universale. Proposto dal Teatro Tascabile di Bergamo, realtà riconosciuta a livello internazionale per la ricerca sulle tradizioni performative del mondo, L’Età Divina degli Scherzi rappresenta un'occasione rara e preziosa per entrare in contatto con una delle più affascinanti espressioni del patrimonio teatrale dell'umanità. Uno spettacolo che amplia gli orizzonti della Biennale, dimostrando come il teatro antico, in ogni cultura del mondo, continui ancora oggi a parlare all'uomo contemporaneo attraverso il linguaggio eterno del mito e della scena.
VENERDI' 30/08
ore 21.00
produzione
SEVEN CULTS srls
regia e luci
ROBERTO ZORZUT
con
ROSA FERRAIOLO E ROBERTO ZORZUT, ALESSANDRA CAVALLARI, GABRIELE GIUSTI, GIANLUCA ROSSETTI
coreografie
MICHELLE SIGILLO
musiche
EUGENIO TASSITANO, MARIAPIAZZA, PIERO BREGA, ORETTA ORENGO
maschere
EMANUELE D’ANDREA, ROBERTA GENTILI E ROBERTO ZORZUT
scene
RENATO MAMBOR E ROBERTA GENTILI
aiuto regia
FRANCESCA VERRELLI
📍 Palco principale del Forte di Osoppo (UD)
L’Arbitrato – La risoluzione della contesa (Epitrepontes) di Menandro è una brillante commedia della tradizione greca che torna a vivere sulla scena attraverso un allestimento originale che unisce rigore storico e sensibilità contemporanea.
Presentato in anteprima nazionale, lo spettacolo propone uno dei testi più affascinanti della commedia nuova ateniese, portando il pubblico nel cuore della vita quotidiana dell'antica Atene, tra amori, equivoci, conflitti familiari e inattesi colpi di scena.
Al centro della vicenda vi è una controversia apparentemente semplice che coinvolge una giovane donna e due uomini decisi a rivendicare le proprie ragioni. Sarà l'intervento di un arbitro a dare avvio a una serie di situazioni comiche e imprevedibili che accompagneranno gli spettatori fino alla sorprendente soluzione finale. Ciò che rende straordinaria questa opera è la sua incredibile attualità. Pur essendo stata scritta oltre duemila anni fa, la commedia affronta temi universali come l'amore, la giustizia, il ruolo della donna nella società, il pregiudizio e la complessità delle relazioni umane.
Menandro osserva con ironia e profondità le debolezze dell'essere umano, costruendo personaggi vivi e riconoscibili che ancora oggi parlano al nostro tempo. Elemento distintivo dell'allestimento è l'utilizzo delle maschere antiche, realizzate ispirandosi ai modelli originali rinvenuti nella necropoli di Lipari. Le maschere non rappresentano soltanto un omaggio alla tradizione teatrale greca, ma diventano un potente strumento scenico capace di amplificare il gioco teatrale, la comicità e la dimensione simbolica della rappresentazione.
La regia di Roberto Zorzut costruisce uno spettacolo dinamico e coinvolgente che evita ogni intento museale o archeologico, restituendo invece un teatro vivo, capace di divertire, emozionare e far riflettere. Il risultato è una messa in scena che mantiene intatto il fascino della classicità, ma che dialoga costantemente con la sensibilità dello spettatore contemporaneo. Tra comicità, poesia e intelligenza drammaturgica, L’Arbitrato si presenta come un'occasione preziosa per riscoprire uno dei più importanti autori del teatro antico e lasciarsi sorprendere dalla modernità di una storia che continua a parlare con straordinaria efficacia al pubblico di oggi.
